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Questi pesci sono solo un esempio del lavoro di Edouard Martinet. L’artista francese capace di trasformare rottami e rifiuti in arte. Martinet, infatti, utilizza per le sue sculture parti di auto, bici, macchine da scrivere, antenne, vecchie posate, e tanti altri oggetti trovati nelle discariche e nei mercatini delle pulci. Ogni parte di queste figure fantastiche nasce dall’unione certosina di tanti piccoli elementi ferrosi. Ma ciò che contraddistingue il lavoro di Martinet, a parte la chiarezza formale delle sue sculture, è la loro straordinaria eleganza, frutto di un virtuosismo tecnico unico: Martinet non usa il saldatore, ogni piccola parte è avvitata una all’altra. In questo modo l’artista riesce a infondere alle sue opere un livello di ricchezza visiva e un fascino unico, paragonabile all’incanto che possiamo provare guardando i meccanismi di un orologio d’altri tempi. Ma il lavoro di Martinet può anche essere interpretato come la dimostrazione che i rifiuti, se visti con occhi diversi, possono diventare una risorsa, anzi, addirittura arte.

 

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